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Verso Lobuche

Sveglia presto ancora una volta. Colazione con due Tibetan bread ultra fritti e ci prepariamo a salire ancora di più. Oggi i metri di dislivello sono 500.

Lasciamo Dingboche (4.410 m.) e ben presto il sole sbuca fuori e ci riscalda un po’ dopo il gelo del mattino, anche se il vento gelido non ci aiuta ad immagazzinare il calore. 🌬 ❄ Dopo 3 ore e mezza di cammino ci ritroviamo in un luogo suggestivo, una sorta di “cimitero” all’aria aperta, un luogo commemorativo tempestato di piccoli monumenti e stupa in miniatura dedicati alle tante vittime dell’Himalaya. Tra questi, la più grande è forse quella dedicata a Scott Fischer, famoso alpinista americano che ha perso la vita sull’Everest nel ’96 dopo aver conquistato la cima durante una spedizione finita in tragedia per lui e per molti dei suoi compagni. Per intenderci, si tratta dello Scott Fischer di cui si parla nel film “Everest” del 2015. Ci fermiamo per un po’ in questo luogo magico a riflettere e ad ammirare il paesaggio che ci circonda. Non sappiamo quando ci ricapiterà di trovarci in mezzo a montagne così alte e imponenti.

 

La strada non è ancora finita. Lungo il percorso incontriamo tanti portatori, carichi con borsoni pieni di roba. Neanche riusciamo ad immaginarci la fatica che devono fare. E poi gli yak, anche loro carichissimi, che procedono a rilento con le lingue di fuori, perché anche loro faticano e anche loro sentono la mancanza di ossigeno.

Dopo quasi altre 2 ore siamo a destinazione: Lobuche (4.940 m.). Qui, all’inizio del villaggio, siamo costretti a pagare 500 rupie per l’alloggio. Un po’ incavolati paghiamo (fino ad oggi non avevamo mai pagato così tanto per una camera!) e iniziamo la ricerca passando al setaccio tutte le Guest House. Sogniamo una Guest House con una camera esposta al sole per goderci qualche ora di “caldo”, ma sembra impossibile. Optiamo per la Guest House più affollata perché almeno nella sala comune fa più caldo e il cibo sembra buono. Pranziamo e facciamo un po’ di bucato con acqua GELATISSIMA. Mettiamo a stendere i vestiti vicino alla stufa e ce ne stiamo lì al caldo fino a sera in compagnia dei nostri libri.

Leggere. Leggere. Leggere. E’ uno dei passatempi più belli qui in montagna. Staccati dal mondo esterno, da ogni tecnologia. Dopo ore di cammino immersi in una natura dalla bellezza spaventosa, leggere risulta la cosa più bella e rilassante che si possa fare intorno a una stufa insieme a tanti altri compagni di avventura, ognuno con il proprio libro. 👓 📖

Ema e Lisa

Ema e Lisa

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