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L’adrenalina della giungla

Sveglia 5.30. Ci prepariamo, facciamo colazione. Alle 6.30 siamo operativi: noi due, una coppia di austriaci e due guide naturalistiche che ci accompagneranno alla scoperta del parco. Dopo una camminata di 10 minuti siamo all’entrata della riserva protetta, sbrighiamo due pratiche per la registrazione dei nostri dati personali ed entriamo. Eccoci lì, nella giungla!

Camminiamo sul sentiero principale, che ben presto abbandoniamo per attraversare un fiume in punta di piedi. Siamo più veloci degli austriaci e “Ram”, la guida più giovane e che ci prende subito in simpatia, ci fa strada. Lasciamo indietro gli austriaci con l’altra guida e noi proseguiamo con Ram. Camminiamo veloce, molto veloce. Corriamo quasi. Non stiamo nella pelle. Non vediamo l’ora di raggiungere il punto di avvistamento delle tigri. Dopo meno di mezzora abbiamo raggiunto la nostra meta. Siamo sulla riva del fiume, in posizione sopraelevata, nascosti in mezzo ai cespugli e in silenzio. In mezzo a tanti altri esploratori già appostati lì da qualche tempo. Aspettiamo, aspettiamo, aspettiamo. Non succede nulla. Nessun movimento. Le guide ci dicono di essere pazienti perché abbiamo a che fare con la Natura, che ovviamente non si può comandare. Le tigri sono solite presentarsi al fiume la mattina presto, spesso anche con i cuccioli, proprio dall’altra parte del fiume. Proprio di fronte a noi. E dopo una lunga attesa (quasi 3 ore!) c’è del movimento, le guide iniziano ad agitarsi e a indicare lontano. Eccola lì, una tigre del Bengala, la si riesce a vedere solo con il binocolo. Ma è lì, davanti a noi, con tutta la sua imponenza. Attraversa il fiume non curante della nostra presenza e scompare tra la fitta giungla.

 

Attendiamo ancora, con la speranza di avvistare anche i cuccioli. Passano altre due ore. Noi siamo stanchi di aspettare, vogliamo girarcela questa giungla, scoprirla, esplorarla. E allora parliamo con Ram, gli chiediamo di andarcene. Dice ok e ci trova anche un passaggio in jeep. Che figata!!!

La jeep ci accompagna vicino a un piccolo torrente dove è stato avvistato un rinoceronte da poco, ma quando arriviamo ovviamente non c’è più. Peccato. Restiamo ad aspettare (di nuovo) per quasi un’ora. Non succede nulla. Allora, dato che abbiamo pagato per fare un trekking nella giungla, parliamo con Ram. Gli diciamo che non ci va di stare ad aspettare e che se non avvisteremo animali farà lo stesso. Ma ci piacerebbe camminare e magari, perché no, fare un volo in drone. Ma è VIETATO! Ram è un po’ timoroso, ma alla fine il suo è un animo avventuroso, come il nostro. E allora iniziamo a camminare, per davvero, ci allontaniamo dai turisti fino a non vederne più nemmeno uno. Lasciamo la zona più battuta del parco. I sentieri adesso non esistono più. Siamo noi, la nostra guida e la giungla.

 

Dobbiamo attraversare un altro fiume, stavolta senza scarpe e con i pantaloni arrotolati. Poi entriamo nella vegetazione fittissima, più alta di noi, dobbiamo farci strada con le mani per aprirci un varco. Mentre ci allontaniamo sempre di più Ram ci avvisa, ci mette in guardia. La giungla non è un posto sicuro. Gli animali ci sono. Le tigri ci sono. E ci sono anche i rinoceronti e gli elefanti, quelli selvatici. E poi i coccodrilli. E tutti questi possono attaccare se ci vedono. E allora meglio conoscere le regole del gioco. Come comportarsi in caso di incontri vis-à-vis. Se incontriamo una tigre bisogna correre velocissimi, senza mai darle le spalle. In caso di rinoceronte, correre il più velocemente possibile, trovare un albero e arrampicarcisi sopra. In caso di elefante, correre e attraversare il fiume. Bene, detto questo, possiamo andare ad esplorare la giungla. Ahah, sembra un gioco da ragazzi.

L’adrenalina non si fa attendere a lungo, infatti mentre camminiamo vicino a un fiume la nostra guida si ferma un attimo. Ci fa segno di stare in silenzio. Tendiamo le orecchie. Un grugnito. Proviene dalla fitta vegetazione, vediamo qualcosa muoversi e una nuvola di uccelli alzarsi in cielo. Rinoceronti. Aiuto. Ma la cosa più adrenalinica è la faccia di Ram, che sbianca e inizia a correre come un matto e a urlarci di scappare e di darci una mossa. Porca miseria. Sta succedendo davvero. C’è qualcosa là in mezzo che sta per attaccarci. Aiuto. E se poi ci raggiunge? Non siamo dei gran corridori noi. Aiuto. Corri. Corri. Corri. Abbiamo il cuore in gola. Continuiamo a correre. Cerchiamo di stare dietro a Ram, ma lui è molto più agile di noi. La giungla è la sua seconda casa! Finalmente raggiungiamo un posto giudicato sicuro da Ram e ci fermiamo. Con il fiatone e sudati fradici. Bene, rinoceronti scampati. Ma che ansia! Nel posto sicuro di Ram c’è un enorme albero su cui decide di arrampicarsi per avere la visuale dall’alto sul fiume e sulla giungla sconfinata. Lì è dove ci sistemiamo per il pranzo.

Mangiamo riso e curry (verdure speziate) e un po’ di frutta. E poi ci arrampichiamo tutti e tre su quell’albero immenso: noi due fino ai rami più bassi, Ram fino alla cima dell’albero, come fosse una scimmietta. Restiamo quasi due ore seduti là sopra, a scrutare l’orizzonte, con l’orecchio teso per sentire la presenza di qualche animale. Non succede nulla, ma ci godiamo il momento al 100%. Solo noi, il grande albero e la pace della giungla.

 

Sulla via del ritorno, un’altra scarica di adrenalina. Grugniti, a due passi da noi. In mezzo alla vegetazione alta che costeggia la riva del fiume. Tigri. Almeno due. Ram ricomincia a correre e noi lo seguiamo. Avvistiamo poi un grosso coccodrillo sulla sponda opposta del fiume e diversi cervi lungo il sentiero. Incontriamo due grossi elefanti addomesticati che trasportano dei fasci d’erba, dei cinghiali e diverse scimmie. Ci arriva poi una segnalazione, tramite un’altra guida del parco. Rinoceronte. Cominciamo a camminare veloce. Velocissimo. Quasi corriamo. Raggiungiamo la torretta d’avvistamento quasi dopo un’ora di cammino (corsa) e corriamo su in cima. Eccolo lì, di fronte a noi, un bellissimo rinoceronte che pascola tranquillo e si lascia fotografare da lontano.

Chiudiamo la nostra giornata con questo magnifico ultimo regalo della giungla e torniamo a casa coi cuori pieni di gioia, 11 ore di cammino e quasi 25 km alle spalle.

Non possiamo che dire W-O-W!

Ema e Lisa

Ema e Lisa

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