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La salita verso Tengboche

Sveglia ore 6.00. Colazione ricca (uova fritte, chapati, patate speziate, caffè e milk tea) ore 6.30.

Alle 7.00 siamo già operativi. Il cielo è limpidissimo, anche se nella vallata sotto a Namche c’è un ammasso di brutte nuvole grigie che non promettono niente di buono.

Passiamo la prima ora di cammino completamente all’ombra e un po’ ci congeliamo. Lungo il cammino incontriamo decine e decine di atleti che corrono come dei matti giù per la montagna. E così scopriamo che esiste una “Everest Trail Race”, una gara a tappe che ha luogo sulle montagne himalayane tra i 2.000 e i 4.000 metri e coinvolge atleti provenienti da ogni parte del mondo. Tutti gli abitanti dei villaggi sono lungo le strade principali in attesa che passi qualche corridore per offrirgli delle bevande energetiche.

 

Dopo un paio di ore raggiungiamo Phungi Thenga, un piccolissimo villaggio lungo la tappa di oggi. Dopo essere scesi moltissimo di quota, superiamo il fiume e.. inizia per noi un vero inferno! Ci troviamo davanti a una salita interminabile, ripidissima. Siamo costretti a fare molte, molte soste, perché oltre alla fatica della salita ci si mette anche la carenza di ossigeno (siamo già oltre i 3.500 m. e si sente tutta la mancanza di ossigeno!). Solo dopo 3 lunghissime, interminabili, massacranti ore di pura salita siamo arrivati a destinazione: Tengboche (3.867 m.). Il villaggio di Tengboche è situato su un’ampia spianata dove sorge un grande monastero buddista, il più grande di tutta la regione del Khumbu. Insieme a noi sono arrivate anche le nuvole, quelle nuvole grigie che vedevamo in fondo alla vallata questa mattina, e hanno portato solo freddo e pioggerellina.

Sono le 12.00 e abbiamo tutto il tempo per girare le varie Guest House (sono 4 in totale! 😅) di Tengboche per scegliere la migliore. Optiamo per quella più economica, ma anche più calda dentro. La stufa è accesa a pieno regime e il locale è abbastanza piccolo per riscaldarsi in fretta! Ci facciamo cucinare il pranzo, i soliti noodles alle verdure. Molto buoni però! E passiamo l’intero pomeriggio ad immagazzinare il calore proveniente dalla stufa leggendo i nostri libri. Le camere sono arrangiatissime e le pareti esterne della Guest House sono dei lamieroni appoggiati uno all’altro, mentre le pareti interne sono fatte di un compensato sottilissimo che ti permette di sentire il respiro del tuo vicino di camera. 🙄 I vetri della finestra non isolano minimamente dall’esterno e gli spifferi sono ovunque! 🌬

Prima di cena usciamo a prendere una boccata d’aria (gelata) e a vedere il grande monastero. Mentre girovaghiamo per la spianata di Tengboche iniziano a cadere dei fiocchi di neve e allora decidiamo che è ora di tornare nella nostra super Guest House a ripararci dal freddo. Ordiniamo la cena insieme a guide e portatori nepalesi e passiamo la serata intorno alla stufa. ✨

Brrr.. che freddo! ❄

Ema e Lisa

Ema e Lisa

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