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Kathmandu: tra scatarri, negozi per il trekking e buonissimi momo

Kathmandu è una città viva, specialmente nel centro. Brulica di negozietti di souvenir, negozi di attrezzatura da montagna (nella maggior parte dei casi merce contraffatta, o meglio, prodotta in Nepal ma spacciata per originale con le etichette di noti marchi applicate sopra male e stampate male) e locali, tanti locali, dove passare delle belle serate ascoltando buona musica e mangiando ottimo cibo locale. Kathmandu è anche un gran casino. Le strade, strettissime, sono praticamente tutte dissestate. Non è raro trovarsi incastrati a un incrocio con motorini, auto, carretti e pedoni che cercano di farsi strada, ognuno la propria, senza rispettare alcuna regola, e allora si può restare bloccati in quel caos per decine di minuti senza che nulla si risolva.

 

L’asfalto non esiste e la polvere che c’è è tantissima. Per questo motivo moltissime persone, locali e non, preferiscono girare per le vie della città con le mascherine antismog. Sarà sempre per questo motivo, forse, che l’80% della popolazione nepalese, uomini e donne, giovani e vecchi, è solita tirare su col naso e lanciare sputi e scatarri in mezzo alla strada. E’ una cosa disgustosa. 😖 Ed è un suono costante che ti accompagna per tutta la giornata. E ovunque tu vada troverai sempre almeno uno sputacchiatore seriale. Per non parlare dei fazzoletti poi, che qui ovviamente non sanno cosa sono! Come ti soffi il naso? Semplice, due dita e “spari” il muco direttamente in strada. 🤢

Questa premessa per dire che stamattina non abbiamo avuto bisogno della sveglia. Ci è bastato uno sputacchiatore seriale che ha iniziato a scatarrare proprio davanti alle finestre della nostra camera al piano terra. Ma che schifo!! Ecco come svegliarsi già di cattivo umore. 😑

Facciamo colazione in camera e iniziamo a riempire gli zaini, sì, i nuovi zaini che abbiamo comprato per la prossima grande impresa. Cerchiamo di capire il materiale che ci manca ancora e facciamo una lista di cose da comprare. Cerchiamo di non esagerare con il peso perché alla fine quello zaino sarà sulle nostre spalle per 5-8 ore al giorno, per 20 giorni. Ci giriamo tutti i negozi di attrezzatura sportiva di Kathmandu per trovare il materiale migliore e le offerte più convenienti. Acquistiamo due buonissimi piumini, anti vento e anti pioggia, super caldi e facilmente comprimibili. Compriamo dei nuovi scarponi, cosa non troppo intelligente dato che non avremo il tempo di usarli e dargli la forma del piede, ma non abbiamo scelta perché con le nostre scarpe da trekking, pur buone che siano, non è possibile andare a scalare l’Everest! E allora rischiamo e incrociamo le dita sugli scarponi, che sono forse la cosa più fondamentale per questo trekking. Compriamo una bella confezione di Diamox, il farmaco per il mal di montagna, che non si sa mai… e prepariamo tutto il resto di medicinali che possono tornarci utili.

Infine troviamo, tra le vie di Thamel, una bellissima libreria. Da perderci delle ore dentro. Così grande e varia e con un’atmosfera rilassante e un’ampia scelta di libri di ogni genere anche in lingua inglese e a prezzi stracciati (molti libri non costano più di 5€!). E allora, anche se lo spazio nello zaino è praticamente esaurito, decidiamo che un buco per un libro lo si può trovare. E così è, abbiamo un nuovo libro che ci farà compagnia durante la nostra spedizione: Il cacciatore di aquiloni. 📖

Ceniamo da Yangling, un piccolo ristorantino nel quartiere Thamel, nascosto in una strettissima via del centro. Ormai ci droghiamo di Fried noodles with vegetables/chicken e soprattutto di Momo, una specie di ravioli ripieni!! Che buoni, sono fantastici, sia fritti che al vapore, con le verdure o con il pollo o bufalo. Sono sicuramente il nostro cibo nepalese preferito!!

Ema e Lisa

Ema e Lisa

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