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Karnaprayag e il nostro 1° incidente

La sveglia di oggi è alle 6:30. L’idea è quella di lasciare Bhimtal presto. Ma poi ci perdiamo un po’ in chiacchiere con Ravee e il suo amico e così finiamo per partire alle 8:00. La tappa di oggi è Karnaprayag, ancora più a Nord.

La strada per Karnaprayag è molto tortuosa. Ovvio, siamo in montagna! Ma è anche molto stretta e a tratti è dissestata o ricoperta di sabbia. Ma ora Brienne con i nuovi pneumatici da sterrato va ovunque. Non la ferma più nessuno! O quasi.

 

Mentre percorriamo la stradina dissestata in tranquillità arriviamo a una curva cieca, da cui sbuca fuori un’auto a velocità elevata. Ed è allora che in un istante, senza nemmeno accorgercene siamo in terra. Non proprio in terra, ma schiacciati sulla parete della montagna. L’auto ha invaso la nostra corsia e per evitare il frontale siamo finiti fuori strada. 🏍🚘⛰ E grazie a Dio eravamo dal lato della montagna e non da quello del precipizio. Siamo incastrati. Tra la parete della montagna e Brienne, che poggia con tutto il suo peso sulla montagna. Riusciamo a liberarci con poco sforzo e ci assicuriamo di stare bene. Stiamo bene. Niente di rotto. Niente di dolorante. Grazie, grazie, grazie!

Le persone che erano nell’auto folle scendono e ci aiutano a rimettere in piedi Brienne, poi controllano che stiamo bene e noi incazzati neri gli diciamo che ci hanno fatto un sacco di danni alla moto. E in effetti il baule laterale è completamente ammaccato, è lui che ha retto la botta appoggiandosi alla parete. E poi la nostra GoPro anteriore è mezza rotta, il vetrino protettivo è saltato via. Addio immersioni! Uff. Ma non appena ci distraiamo l’auto non c’è più. Sono scappati a gambe levate! Ma come?! Che bastardi!!!! E i danni che ci avete fatto?? Chi li deve pagare?? Che odio! 😤 😡

Incazzati neri e con un po’ di tremarella addosso (è innegabile che un po’ ci siamo spaventati) ci rimettiamo in strada e viaggiamo con molta calma. E da oggi diciamo sì all’uso esagerato del clacson. Qui sono tutti dei matti. In montagna corrono e se ne fregano altamente delle curve e di chi potrebbe esserci dietro. Dobbiamo farci sentire anche noi.

Per pranzo facciamo tappa in un locale di street food che ci prepara samosa e un’altra specialità ultra-mega piccante che ci fa morire. Iniziamo a lacrimare e ci cola il naso. 🌶 😪 Aiuto. Lo finiamo a fatica. Paghiamo il conto e ripartiamo.

Una volta raggiunta la nostra meta cerchiamo una Guest House economica. Dopo un po’ di ricerche troviamo il Deep Park Hotel. Un hotel arrangiatissimo, camera pulita per modo di dire. Ma almeno c’è l’acqua calda tutto il giorno. Le lenzuola ce le facciamo cambiare perché sono stra usate. Del Wi-Fi non c’è traccia e del riscaldamento nemmeno. Ma per oggi va bene così.

Ema e Lisa

Ema e Lisa

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