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Il Khumbu Glacier, l’ultima tappa prima dell’EBC e un cielo stellato da paura

Sveglia ore 6.00. La camera è una ghiacciaia. -5°C!!! Andiamo a peggiorare! A-I-U-T-O! Colazione, con il solito pane tibetano ultra fritto, che è sempre la scelta migliore perché costa poco e riempie tanto! Mamma, ma stamattina non c’è nemmeno la stufa accesa nella sala da pranzo!!! E siamo quasi a 5.000 metri!!! 😩 😩 😩

Lasciamo Lobuche e partiamo per Gorakshep, l’ultima tappa prima di raggiungerlo!!! Non ci crediamo, ormai è vicinissimo l’Everest Base Camp, manca pochissimo! Quanta strada abbiamo già fatto! 😍

Raggiungiamo la tappa di oggi in compagnia di tanti yak e pochi umani. La stagione sta per terminare. Tutte le Guest House da qui a due settimane saranno chiuse e riapriranno non prima di marzo. Il clima è freddo, ma noi ci godiamo i sentieri in santa pace e in compagnia di quelle bestione simpatiche.

Poco dopo Lobuche decidiamo di fare una piccola deviazione perché lungo il sentiero troviamo un cartello che ci indica “Italian Pyramid”. Vogliamo andare a scoprire di cosa si tratta. E’ un osservatorio di ricerca scientifica e anche Guest House. Speriamo di trovare qualche italiano con cui scambiare due parole, ma siamo sfortunati. Troviamo solo un nepalese, il gestore della struttura, che ci dice che non è più stagione: gli italiani torneranno a marzo. 😕

La strada di oggi non è semplice. Ci tocca superare una salita ripidissima, tutta rocce e sabbia. Poi passiamo a una sassaia infinita che costeggia il Khumbu Glacier e dove il rischio caduta è sempre in agguato.

 

Il Khumbu Glacier è un ghiacciaio, ed è “vivo”. Il sole forte che lo riscalda fa sì che esso si muova, si spacchi, si sgretoli in più punti, non curante di chi o cosa gli passa intorno, o sopra. Le pareti ghiacciate di fronte a noi si spaccano e crollano davanti ai nostri occhi increduli. Mentre attraversiamo un passaggio stretto proprio sul ghiacciaio, un boato ci fa sussultare. 😳 Qualcosa è caduto, qualcosa di grosso è caduto dall’alta parete di ghiaccio che stiamo per scalare. 😨😨 Ci blocchiamo, sussultiamo. Ci spaventiamo. Poco più avanti ci sono altre persone. Sembra stiano tutti bene. Nessuno è caduto. Si è solo staccato un lastrone di ghiaccio enorme dalla parete a due metri da noi. Ok, ci diamo una mossa a levarci di torno? 😱

Riprendiamo la nostra salita sul ghiacciaio/sassaia e stavolta con passo svelto. Raggiungiamo la nostra meta di oggi, Gorakshep (5.164 m.), abbastanza presto, prima di molti trekkers.

Ci fermiamo subito alla prima Guest House che troviamo. C’è una bella camera al primo piano baciata dal sole e super calda (ci saranno almeno 25°C! 😍). E’ nostra. Anche la sala da pranzo è bella calda. Pranziamo con uno “sherpa stew”, una zuppa di verdure, patate, una specie di pasta e riso.

Dopo pranzo arriva il mal di testa. Inizia ad aumentare e pensiamo subito al mal di montagna. 😩 Cavolo! Dobbiamo andare a coricarci e sperare che il sonno ci aiuti. Dopo qualche ora scendiamo per cenare, ma il mal di testa persiste. Il Diamox non ha fatto effetto. Probabilmente i 5.164 m. di Gorakshep non ci fanno troppo bene. Uffiiii.. e domani ci aspetta il Campo Base! 😔

Prima di andare a dormire decidiamo di uscire dalla Guest House (PAZZI!) nonostante il gelo polare e…. ci troviamo davanti agli occhi una meraviglia della natura! Un cielo limpidissimo, pieno di stelle, infinite stelle. Un’emozione unica, indescrivibile. 🌌💙

Ema e Lisa

Ema e Lisa

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