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Everest, arriviamo!

Sveglia ore 3.30. Alle 4.oo siamo operativi. Lasciamo il Sun Rise Cottage e salutiamo la nostra Brienne, che resterà parcheggiata lì per i prossimi 20 giorni. Appena mettiamo piede sulla via principale di Thamel veniamo subito fermati da un taxi che ci spara una cifra improponibile per l’aeroporto, “tariffa notturna” dice. Bene, rifiutiamo l’offerta e piuttosto camminiamo. Attraversiamo una parte di città completamente al buio. Quasi ci piace questa Kathmandu, deserta, silenziosa, senza auto e rickshaw. Solo tanti cani addormentati in mezzo alle strade e alcune persone intorno a fuocherelli sparse qua e là. La strada per l’aeroporto è veramente lunga e gli zaini non sono leggerissimi, ma certo non possiamo iniziare a lamentarci del peso adesso. 😬 Quindi troviamo un taxi onesto che ci porta fino all’aeroporto di Kathmandu, l’aeroporto dei voli domestici.

Una volta lì cerchiamo del cibo, l’aeroporto dei voli nazionali ha ancora le porte chiuse. 😑 Ci spostiamo al vicino aeroporto internazionale, dove troviamo un piccolo shop che ha appena aperto e ci serve due tazze di caffè bollente e delle brioches. ☕ 🥐

SIAMO PRONTI!

Facciamo il check-in e aspettiamo l’aeroplanino per Lukla, una scatolina di latta che sembra un giocattolo. 😬

 

Il nostro pilota se la cava bene, se non fosse che sorseggia beatamente la sua tazza di tè mentre guida, e la cosa un po’ ci spaventa. 😦

 

In meno di 30 minuti siamo a Lukla (2.860 m.), dopo un esilarante atterraggio su una pista lunga appena 527 metri, in pendenza, per facilitare la frenata dell’aeroplano, e situata a metà tra uno strapiombo su un alto dirupo e una parete rocciosa. Beh, siamo ancora vivi.  😯 😂 Possiamo cominciare la nostra scalata per davvero adesso.

Da Lukla parte il nostro lungo cammino e da qui iniziamo ad immergerci nella cultura locale, un po’ diversa dalla capitale.

 

 

Iniziamo a scoprire le cose di tutti i giorni, scopriamo come scorre la vita qui in montagna, a più di 2.800 metri di altitudine, in isolamento dal mondo esterno (l’unica via di comunicazione con l’esterno è la via aerea, tutte le provviste vengono trasportate nei vari villaggi himalayani tramite gli aerei che atterrano a Lukla oppure tramite elicotteri che riescono a raggiungere i villaggi più remoti in alta quota), incontriamo i nostri primi yak e tanti bei bambini felici.

  

Lungo il sentiero incontriamo tanti camminatori, la maggior parte dei quali in gruppo o con portatori carichi come dei muli oppure guide al seguito. Ci sentiamo un po’ i “diversi”, ma siamo solo al primo giorno e la determinazione a farcela con le nostre forze è tanta.

Dopo pochi metri da Lukla veniamo subito fermati a un checkpoint, dove ci viene richiesto il pagamento di un permesso (una volta conosciuto come TIMS card, Trekkers’ Information Management Systems) di 2.000 rupie nepalesi a testa, circa 16€, per poter fare trekking nel Parco Nazionale di Sagarmatha.

Dopo poco meno di due ore abbiamo già raggiunto la tappa di oggi: Phakding, situata a 2.610 m., più in basso rispetto a Lukla. Ma le forze non ci mancano e decidiamo di proseguire, senza esagerare, andando sempre con calma. Il mal di scarponi inizia a farsi sentire e le scarpe da trekking che ci siamo portati dietro ci salvano da vesciche scomode del primo giorno. 👟

Dopo altre due ore di cammino siamo a Benkar, dove decidiamo di fermarci a pranzare perché iniziamo ad avvertire un lievissimo mal di testa, anche se stiamo scendendo di quota. Pranziamo con due buonissimi e abbondantissimi piatti di noodles all’Hotel Waterfall e recuperiamo un po’ di forze.

 

Proseguiamo sul sentiero per un’altra ora ancora fino a raggiungere Monjo (2.835 m.), dove decidiamo di fare tappa per la notte. Monjo è meno turistica di Phakding, dove generalmente tutti i trekkers si fermano a fare sosta per la prima notte di cammino, e la cosa ci piace. I prezzi delle Tea House sono più bassi rispetto a Phakding ed è tutto molto più tranquillo. A Monjo troviamo una sistemazione, presso la Monjo Guest House, in camera doppia con letti singoli e bagni in comune (con acqua GELIDA, ma questo è solo un dettaglio!) per 200 rupie (circa 1,50€), a patto di consumare i pasti presso la struttura.

Questa prima giornata di trekking è andata benissimo, ora siamo cotti, con i piedi un po’ stanchi e delle occhiaie da paura causa tre sole ore di sonno alle spalle. Ceniamo e crolliamo in un sonno profondo.

 

Ema e Lisa

Ema e Lisa

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