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Back to Kathmandu

Dopo aver percorso con moltissima calma le nostre ultime tre ore di cammino tra le montagne himalayane, raggiungiamo l’ultimissima tappa, Lukla (2.860 m.). Qui ci fermiamo in una Guest House economica e passiamo la serata in ottima compagnia.

Al risveglio (ancora prima dell’alba) percorriamo davvero gli ultimi passi su queste montagne uniche che hanno lasciato il segno. Raggiungiamo l’aeroporto con la pista più pericolosa del mondo e attendiamo la nostra scatolina di latta che in meno di 500 metri dovrà prendere il volo, altrimenti finiamo nel precipizio. 🛫✈

 

 

Anche per questa volta siamo salvi. Il pilota se la cava piuttosto bene. 😌 Guardiamo per un’ultima volta queste straordinarie montagne dall’alto ed eccoci catapultati di nuovo nella polverosa e trafficata Kathmandu (1.400 m.).

SIAMO TORNATI!

Dopo 20 giorni di Himalaya siamo tornati alla civiltà, un po’ cotti e con poche ore di sonno alle spalle, ma con dei bellissimi ricordi. Prendiamo un taxi al volo e torniamo al nostro amato Sunrise Cottage. Non vediamo l’ora di riabbracciare la nostra Brienne e a dire il vero siamo anche un po’ preoccupati della sua sorte. Così tanti giorni da sola…

Per fortuna Brienne sta bene ed è ancora lì. 😊 Contrattiamo coi gestori del Sunrise per avere un prezzo di favore dato che ci fermeremo per un po’ a Kathmandu e dato che siamo in bassissima stagione e di turisti ormai ce ne sono davvero pochi in giro. Otteniamo la camera “VIP” al primo piano con delle enormi finestre che illuminano e riscaldano un po’ la camera e un bagno decisamente migliore di quello che avevamo al piano di sotto la volta scorsa.

Ci facciamo una VERA DOCCIA CALDA finalmente! 🚿 Dopo 20 giorni di stenti e di acqua calda praticamente introvabile se non a pagamento (l’acqua calda è un lusso sull’Himalaya!) riusciamo a rilassarci con una vera doccia che ci rida un po’ di forze. Abbandoniamo gli zaini ancora fatti in camera e usciamo a pranzare. Finalmente torniamo al nostro caro ristorantino Yangling, dove mangiamo tanto e spendiamo poco. 🍜 🍛

E ora è giunto il momento di pensare al futuro, al futuro del nostro viaggio. Il prossimo Paese da attraversare è il Myanmar. Ma il Myanmar è un GRAN CASINO. E’ un gran casino perché c’è una specie di mafia per cui se tu hai il tuo mezzo privato e vuoi girarti il Myanmar non puoi farlo da solo, hai bisogno di un tour guidato. Macchecavolo! Per quale motivo?! Non si sa e non ci è concesso saperlo. Questo è quanto. I prezzi per attraversare la nostra tanto desiderata Birmania in una settimana sono proibitivi (ci aggiriamo intorno ai 1.000 $ a persona!). E non si tratta di visitare, ma di attraversare. E allora ci domandiamo: “Ma ha davvero senso?!”.

La nostra seconda opzione è quella di rinunciare a Brienne, spedirla in Malesia a Kuala Lumpur e proseguire a piedi.

La seconda opzione non ci fa impazzire per niente. La voglia di proseguire in moto è davvero tanta. Ma dobbiamo guardare la realtà dei fatti. E allora la teniamo comunque in considerazione e iniziamo un tour de force per le vie di Kathmandu in cerca della compagnia di spedizioni internazionali con il miglior rapporto qualità-prezzo.

Pensiamo, pensiamo, pensiamo e ripensiamo. Siamo in crisi. Non sappiamo che pesci pigliare. Quale sarà la scelta più giusta? ❓❓

Ci pensano Janus e Pärle a farci tornare il sorriso. Finalmente ci ritroviamo dopo oltre un mese di viaggio indipendente. Ed è così bello ritrovarci con loro che sono ormai come una seconda famiglia per noi, degli amici cari che prima o poi si rincontrano sempre in qualche angolo di mondo. E ti senti bene, ti senti come “a casa”, perché sei con qualcuno con cui hai condiviso un pezzo di strada importante, con qualcuno che ti capisce, che sa cosa vuole dire essere impegnati in un viaggio in moto intorno al mondo. Ed è bello condividere storie e avventure passate più o meno negli stessi posti, ma in modi e situazioni differenti. E allora si fanno progetti, si guarda al futuro. Noi persi nella nostra indecisione più totale, Pärle e Janus decisi nella loro idea di continuare ad ogni costo via terra e con le proprie moto.

Ema e Lisa

Ema e Lisa

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